A Roma, al Palazzo del Laterano, il 5 Febbraio si aprirà la causa di beatificazione e canonizzazione di Pedro Arrupe, gesuita spagnolo e Padre Generale della Compagnia di Gesù dal 1965 al 1983. L’annuncio è stato fatto dal quartier generale dei gesuiti a Roma e l’attuale superiore della Compagnia, padre Arturo Sosa, ha invitato i gesuiti a partecipare all’evento. Presiederà la cerimonia, che avrà inizio alle 16.00, il Cardinale Vicario della Diocesi di Roma Angelo De Donatis.
Telepace trasmetterà in diretta tv l’evento. E nello stesso giorno, le comunità gesuitiche di tutto il mondo celebreranno la Santa Messa pregando per il Padre Arrupe e quindi si stringeranno nella comunione della preghiera.
Il lungo iter per la canonizzazione che inizierà a partire dal 5 Febbraio prevede, nella prima fase, la raccolta di tutti i documenti riguardanti il candidato. E al tribunale della Diocesi di Roma i testimoni riferiranno fatti concreti adatti a ricostruirne la vita e l’esercizio delle cosiddette virtù cristiane. Sempre dal 5 Febbraio gli competerà il titolo di “Servo di Dio“. Raccolta tutta la documentazione, questa verrà inviata alla Congregazione per le Cause dei Santi.
L’incontro tra Pedro Arrupe e il giovane Bergoglio
Padre Arrupe nacque in Spagna nei primi del Novecento. Accolto tra i Gesuiti, studiò in vari paesi. Inviato come missionario in Giappone, a Hiroshima, fu testimone della tragedia che colpì la cittadina nipponica nell’agosto del 1945. Infatti, egli si trovava nella sua residenza quando la bomba atomica esplose uccidendo 200.000 persone. Egli decise di portare sollievo alle vittime con i propri mezzi a disposizione. E il noviziato dei Gesuiti, di cui era il responsabile, fu trasformato in un ospedale da campo.
Negli anni successivi, fu stimato teologo e divenne Superiore Generale dei Gesuiti, all’indomani del Concilio Vaticano II. In quegli anni Padre Arrupe visitò l’Argentina e incontrò Jorge Mario Bergoglio. Il giovane gesuita, che sarebbe poi diventato arcivescovo di Buenos Aires e, poi, Papa Francesco, rimase molto colpito dall’indole del suo Superiore Generale. E gli chiese di poter diventare anche lui missionario in Giappone. La richiesta fu respinta dal Padre Arrupe che motivò il rifiuto attribuendo a Bergoglio una salute troppo cagionevole per quell’incarico.
L’impegno di Pedro Arrupe e dei Gesuiti a favore poveri
Negli anni successivi al Concilio Vaticano II, e durante il periodo in cui fu Superiore dei Gesuiti, l’impegno di Padre Arrupe fu, soprattutto, a vantaggio dei poveri. E nell’America Latina, sotto la sua guida, i Gesuiti si sono sempre contraddistinti per la loro sollecitudine nei confronti degli emarginati. Egli promosse un’indagine sul ruolo dei gesuiti nel mondo. E l’idea che i seguaci di Ignazio di Loyola debbano prevalentemente sostenere i poveri si fa strada in questi anni.
Il lavoro di Padre Arrupe condusse alla 32a Congregazione Generale dei Gesuiti dove fu decretato che “il servizio della fede e la promozione della giustizia” non sono un semplice ministero come gli altri, per i Gesuiti. Ma sono “il fattore integrante” di tutti i loro ministeri. Si dimise nel 1981, colpito da un ictus, non riuscendo a proseguire il suo mandato. Giovanni Paolo II non accettò subito le sue dimissioni. Ma attraverso un suo delegato, fino al 1983, per un periodo di due anni cerco di governare personalmente la Compagnia.
28 anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1991, si apre la causa di canonizzazione di Padre Arrupe, sotto il Pontificato di Francesco. Avendolo personalmente conosciuto, e avendolo stimato, il Papa è legato a questa figura da uno speciale affetto. Quando a Roma si aprirà il processo di beatificazione, Papa Francesco sarà di ritorno dagli Emirati Arabi. Si auspica che l’iter possa procedere senza intoppi e che possa essere proprio Francesco a celebrarne la canonizzazione.

La redazione di Telepace News (redazione@telepace.it) si trova a Roma nel quartiere di Borgo Angelico, a pochi passi dalla Città del Vaticano. Dal 1990, per desiderio di Papa Giovanni Paolo II viene aperta la sede a Roma, che ospita giornalisti e operatori televisivi. La redazione si occupa di tutte le principali attività del Papa: l’Angelus, l’Udienza Generale del Mercoledì, i viaggi apostolici. Grazie al satellite, le immagini trasmesse da Telepace Roma arrivano integralmente in ogni casa.



